Mi calpestate da quasi 84 anni…ma vi siete mai accorti di me?

La storia di un tombino del 1931 che ha vissuto una grande parte degli avvenimenti più importanti di Pescara

| di la redazione
| Categoria: Attualità
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Alla mia età probabilmente la memoria non mi accompagna più bene, non ricordo esattamente quando sono nato, ma sulla mia “carta di identità” c’è scritto che ho quasi 84 anni, li compirò il prossimo settembre. Sono “nato” quando Pescara era da pochi anni diventata Provincia e da allora chissà quante decine di centinaia di migliaia di pescaresi e non mi hanno calpestato senza, probabilmente, neanche accorgersi di me e chissà se il nonno o il padre di qualcuno di voi è stato la mia “ostetrica”.

Probabilmente tutti voi siete più giovani di me e con un po’ di superbia, ma forse neanche troppa, posso definirmi un pezzo di storia di Pescara.

Sono stato fuso nell’ormai scomparsa e purtroppo quasi dimenticata Fonderia Camplone. Per chi non lo sapesse nella Fonderia Camplone, officina meccanica di fine '800, il geniale Corradino D’Ascanio costruì uno dei primi prototipi di elicottero moderno, il D’AT1 che fu pronto e testato il 19 maggio del 1926 proprio a Pescara all'inizio della Tiburtina.

Sono da oltre 80 anni in mezzo alla strada sotto acqua, neve, ghiaccio, vento e sole. Ho vissuto una guerra e ho visto Pescara frantumarsi quasi del tutto sotto le bombe degli alleati nel 1943 (per chi non lo sapesse vi ricordo che a due passi da me c’è un muro che ricorda quei momenti) e poi l’ho vista risorgere dalle sue ceneri e dalle sue macerie. Ho vissuto quasi tutte le edizioni della Coppa Acerbo e ho sentito i rombi dei motori passare a poche centinaia di metri da me…un’emozione indescrivibile. Ho vissuto il boom economico, la Pescara dei grandi spettacoli teatrali del Teatro Pomponi e del turismo di lusso, del cinema teatro Excelsior, primo cinema abruzzese e sesto in italia, delle promozioni in Serie A del Pescara (3 luglio 1977 la prima promozione in A), dell’atterraggio del Concorde, delle alluvioni, del gran caldo..ne avrei tante altre di storie da raccontare se solo potessi!

Oggi mi trovate ancora lì, su Corso Vittorio Emanuele poco prima dell’incrocio con via Quarto dei Mille, insieme ad altri miei fratelli un po’ più sbiaditi di me ma sempre pronti a fare il loro dovere in modo impeccabile perché come si dice “come si facevan na vot le cos...”.

Io vi ho raccontato un po' della mia storia e vi invito, se volete, a raccontarmi un po' delle vostre. Venite a trovarmi e inviatemi su redazione@pescaranews.net una nostra foto con un messaggio. Immagino già la scena, tutti abbassati con gli smartphone a fare un selfie con me...beh si non stupitevi se alla mia età conosco i vostri termini moderni!

 

Aggiunte, nella fotogallery in basso, due scatti di Nicola Sciascia ed Enrico Busiello che hanno trovato in via Nicola Fabrizi due tombini, sempre della Fonderia Camplone, del maggio 1928 e di agosto 1930.

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