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Presentate oggi a Casa natale D'Annunzio 4 statue restaurate dopo il terremoto aquilano

Le opere, due di Sant'Andrea, una di Santa Caterina e una di San Vincenzo Ferrer, rimarranno in esposizione fino a fine settembre

la redazione
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Oggi pomeriggio alle 18:30, nel museo Casa natale di Gabriele D'Annunzio, sono state presentate le statue danneggiate dal terremoto aquilano e restaurate in un laboratorio vicino Roma grazie ai fondi Mibact sollecitati dalla Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo.

Pienissima la sala al piano terra del Museo che conduce al cortile interno della casa. La presentazione iniziale è della Dott.ssa Lucia Arbace, curatrice della mostra, che ricorda come le statue della cinquecentesca Chiesa di Sant'Andrea di Stiffe, siano state danneggiate insieme a tanti altri reperti storici culturali e religiosi dal terremoto che ha devastato la nostra Regione nel 2009.

La Arbace introduce la figura di Sant'Andrea, la cui devozione va oltre le città marinare e arriva fino in montagna. Nell'Abruzzo montano, continua la Arbace, ci sono diversi esempi di chiese e rappresentazioni dedicate a Sant'Andrea sia nella zona del Sirente-Velino, sia sul Gran Sasso che sulla Majella, portando degli esempi come Luco dei Marsi, Castello di Celano, Fontecchio, Palena e San Demetrio.

L'arrivo a Pescara delle 4 statue (due pesanti di terracotta e due leggere di cartapesta utilizzate nelle processioni) della Chiesa di Sant'Andrea di Stiffe, è stato possibile grazie alla gentilezza dell'Arcivescovo de l'Aquila Giuseppe Petrocchi contattato dall'Arcivescovo di Pescara Tommaso Valentinetti entrambi ringraziati personalmente dalla curatrice.

La statua di Sant'Andrea, realizzata in terracotta dal grande Saturnino Gatti nei primi anni del 1500, ha un peso di circa 150kg e probabilmente è la prima volta che viene mostrata fuori dalla Chiesa di Stiffe.

Lucia Arbace quindi, chiama Mons. Valentinetti che parla di una forte sinergia avuta con l'Arcivescovo Petrocchi e della grande intuizione di portare le statue in mostra a Pescara proprio in concomitanza con la festa di Sant'Andrea. Al Santo verrà chiesto durante questi festeggiamenti di aiutare i marinai e gli operatori portuali a causa delle difficoltà in cui è oggi il porto.

L'intervento finale è della restauratrice Lorenza D'Alessandro che mostrando le foto dei pezzi della statua recuperati dopo il terremoto. La D'Alessandro ha spiegato il metodo di lavoro utilizzato e ha introdotto il software, realizzato con l'Università di Architettura Roma3, che ha permesso di mappare e ricostruire la fondamentale sequenza dei passaggi da compiere per procedere al montaggio dei tantissimi pezzi ritrovati. Sono state quindi mostrate le foto prima della Statua di Sant'Andrea a poi di quella di Santa Caterina.

La prima statua, enormemente rovinata dal sisma, nel corso dei secoli non era stata mai stata toccata nè modificata dal suo stato originale ed è stata riportata esattamente al suo stato originale, mentre la seconda, leggermente rovinata dal sisma, aveva subito diverse ridipinture.

Al termine degli interventi, è stato possibile ammirare le 4 statue e alcuni cimeli messi a disposizione di collezionisti.

Uno dei cimeli è un quaderno con una nota del luglio 1945 in cui si racconta la storia dei preparativi per la festa di Sant'Andrea.

L'evento doveva svolgersi dal 21 al 23 luglio, i preparativi erano a buon punto ed era stata ordinata una statua a Lecce da porre in una cappella appositamente realizzata.

A pochi giorni dalla consegna prevista però, arriva un telegramma che annuncia l'impossibilità di fornire la statua in tempo. Tutti vanno nel panico e viene inviata una delegazione da Borgo Marino a Lecce che, pur minacciando il signor Longo, non ottiene niente dato che della statua era stata appena iniziata solamene la testa.

Ci si mette quindi alla ricerca di una nuova statua di Sant'Andrea da prestare per la celebrazione e, dopo diverse ricerche, don Romeo di San Pietro di Vasto si offre per prestare la statua.

Servirebbe una macchina, ma ai tempi era difficile trovarne, quindi viene affittato un camion, alla cifra non modica di 10.000 lire. Partiti per andare a Vasto, un viaggio di 6 ore con un caldo torrido, si arriva a destinazione e viene caricata la statua.

Il viaggio di ritorno è molto complicato data la rottura del mezzo a San Vito Lanciano scalo.

Si pernotta e si riparte il giorno dopo, l'arrivo a Pescara è alle sette. La festa è salva! Dopo alcuni mesi arriva anche la statua da Lecce, statua che ancora oggi è custodita in Chiesa e che ogni anno è portata in processione sul mare.

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