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Vendita ex Cofa, D'Alfonso sfugge il Consiglio comunale straordinario

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“Il Governatore d’Abruzzo D’Alfonso tenta di sottrarsi al confronto pubblico sulla messa in vendita dell’ex Cofa da parte della Regione e così, dopo aver chiesto di fissare la seduta straordinaria del Consiglio comunale sul tema scottante per lunedì 9 luglio, all’improvviso si dichiara ‘indisponibile’ e rifiuta di fornire una ulteriore data. È evidente che il Presidente D’Alfonso non voglia parlare delle proprie intenzioni circa la futura destinazione di un’area tanto strategica quanto quella dell’ex mercato ortofrutticolo e stia cercando qualche scappatoia per evitare di scoprire le carte. Ma è altrettanto evidente che non glielo permetteremo: se non fornirà una nuova data, assicurando la propria presenza, la seduta si svolgerà giovedì 12 luglio e sarà il Governatore a dover scegliere se far sentire la propria voce o essere un ‘convitato di pietra’, quel che è certo è che il Presidente D’Alfonso la deve finire di trattare il Comune di Pescara come la sua dependance”.

Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Marcello Antonelli ufficializzando gli ultimi sviluppi inerenti la convocazione del Consiglio comunale sulla vendita dell’ex Cofa al prezzo di 13milioni di euro.

“L’attenzione del centrodestra sul tema resta altissima pronta a infuocare un’estate che politicamente si apre in modo rovente – ha sottolineato il Capogruppo Antonelli -. Del resto non poteva essere altrimenti a fronte della notizia della Regione Abruzzo che, di punto in bianco, lo scorso 14 giugno ha deciso di mettere in vendita l’area dell’ex mercato ortofrutticolo di Pescara, una perla sulla riviera sud, un’area sulla quale, con il centrodestra al governo di Regione, Provincia e Comune di Pescara, avevamo progettato un’iniziativa pubblica di valorizzazione, scongiurando ogni possibile intervento edilizio speculativo, ma piuttosto prevedendo uno sviluppo che avrebbe valorizzato la destinazione turistico-ricettivo-ambientale della superficie, trasformandola nel nuovo Polo attrattivo di Pescara. Avevamo trovato una quadra perfetta, attraverso un accordo tra Regione e Camera di Commercio, ovvero tra Enti pubblici, che garantiva investimenti pubblici per un progetto condiviso con e dalla città, e con un immediato ritorno economico per Pescara pari a 6 milioni di euro, ovvero pari alla metà dei proventi derivanti dall’alienazione del terreno a favore della Camera di Commercio. Purtroppo tutti ricordiamo il pessimo atteggiamento ostruzionistico assunto dal Pd che con cieca pervicacia ha alzato un muro in Consiglio comunale e ha bloccato, con la complicità di qualche esponente dell’allora maggioranza, vero cavallo di Troia all’interno del centrodestra, quell’iniziativa straordinaria di fatto impedendola e paralizzando nel degrado il destino di quell’area almeno per altri quattro o cinque anni. Poi è arrivato il Governatore D’Alfonso che, a fine primavera 2015, ha mandato improvvisamente le ruspe per abbattere i ruderi dell’ex Cofa, spendendo centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici e lasciando presagire chissà quali progetti, in realtà da allora tutto si è fermato di nuovo e la demolizione sembrava, sino a oggi, essere diventata funzionale solo all’installazione di una ruota panoramica. Ora la doccia fredda: cancellando ogni iniziativa pubblica, la Regione del Governatore D’Alfonso ha addirittura già deciso di mettere quell’area, sicuramente appetibile, sul mercato con tutta la sua possibile volumetria e cubatura, un’area attorno alla quale per anni il centrodestra ha alzato un cordone di protezione, e che invece ora rischia concretamente di finire nelle mani di privati, e questo la Regione lo sa. Di fatto oggi è come se la Regione o, appunto, il Comune avessero deciso di mettere in vendita piazza Salotto o pezzi dell’area di risulta, ovvero le aree di maggior pregio del territorio, su cui i privati potranno fare ciò che riterranno più opportuno. E, cosa peggiore – ha ribadito il Capogruppo Antonelli – questo accade nel momento più umiliante della storia politico-amministrativa della nostra Regione: è infatti arrivato in Commissione un nuovo disegno della legge urbanistica regionale che esproprierà tutti i Consigli comunali della possibilità di assumere decisioni circa la pianificazione urbanistica dei propri territori. Tradotto: semmai dovesse passare quella legge, il Consiglio comunale non potrà decidere più alcunchè rispetto alle scelte pianificatorie, non avrà più alcuna voce in capitolo sullo sviluppo urbanistico della nostra città. A fronte di tali notizie – ha ancora ricordato il Capogruppo Antonelli – abbiamo chiesto, in Conferenza dei Capigruppo, la convocazione urgente di una seduta straordinaria del Consiglio comunale per discutere della vicenda, una seduta nella quale chiameremo il Pd ad assumersi le proprie responsabilità dinanzi alla città e, soprattutto, ad assumere una posizione netta contro un tale provvedimento che va fermato. Alla seduta, ovviamente, va garantita la presenza del Governatore-Senatore D’Alfonso e dell’assessore Paolucci, cui abbiamo chiesto di scegliere una data consona ai propri duplici o triplici impegni ed era stato proprio il Presidente D’Alfonso a indicare al Presidente del Consiglio comunale Francesco Pagnanelli la data di lunedì 9 luglio, alle ore 17, data piuttosto distante rispetto all’urgenza della tematica, ma che pure abbiamo accettato. All’improvviso, però, la novità: da voci di segreteria regionale, sarebbe già stata annunciata l’assenza o, meglio, l’indisponibilità del Governatore D’Alfonso a partecipare alla seduta consiliare del 9 luglio, visto che il Presidente ha preferito aderire a un’altra attività amministrativa convocata successivamente dal Comune di San Giovanni Teatino. Dinanzi a tali voci, la segreteria del Presidente Pagnanelli, già il 22 giugno scorso, ha inviato una nota ufficiale al Presidente D’Alfonso per chiedere, ‘alla luce di pregressi colloqui telefonici con il Segretario particolare dott. Enzo Del Vecchio, conferma della presenza del Governatore per il Consiglio comunale straordinario del 9 luglio alle ore 17’. Dal 22 giugno non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale di risposta istituzionale, né di disdetta né di conferma, né tantomeno il Governatore si è degnato di fornire una data alternativa. Ora, al di là della scortesia istituzionale che si gioca tutta in casa Pd, è evidente che il Governatore D’Alfonso sta scappando dalle proprie responsabilità amministrative. Continua a trattare il Comune di Pescara come il suo ‘scendiletto’ personale, e cerca goffamente di sottrarsi al confronto, al faccia a faccia, e al dovere di spiegare alla città perché ha compreso l’ex Cofa tra le proprietà alienabili della Regione Abruzzo, peraltro dopo aver promesso, in occasione della demolizione dei ruderi, di regalare le aree dell’ex Cofa a Pescara, e in quell’occasione non si era fatto cenno ai 13milioni di euro da sborsare, somma che, chiaramente, la città non avrà mai, i regali di solito sono gratis, ancor più tra Enti pubblici. Purtroppo l’esperienza ci dice – ha aggiunto il Capogruppo Antonelli - che quando un amministratore fugge dal confronto, ha qualche sassolino nelle scarpe, ma questa volta i sassolini li toglieremo noi: se il Presidente Pagnanelli avrà la certezza della mancata presenza di D’Alfonso al Consiglio comunale, la seduta verrà spostata a giovedì 12 luglio e in quella occasione chiameremo il Pd comunale, con il sindaco Alessandrini, alle loro responsabilità, chiedendo a loro di fare muro contro la vendita dell’ex Cofa approvando il documento che il centrodestra presenterà, teso a difendere esclusivamente gli interessi della città contro la Regione matrigna del Presidente D’Alfonso”.

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