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Riforme e tagli Le Province fanno chiarezza

Conferenza stampa dei Presidenti delle Province dell’Italia Centrale.

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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27 gennaio presso la Sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara, si è tenuta una conferenza stampa che ha visto la partecipazione dei Presidenti di provincia dell’UPI d’Italia.

I Presidenti presenti erano rappresentanti delle Province del centro Italia che da agosto in poi hanno subito numerosi danni dovuti al terremoto ed al mal tempo con forti piogge e nevicate.

Non ultimo come dimenticare la tragedia di Farindola dove tutte le criticità si sono avute contemporaneamente ed hanno avuto come risultato la morte di 29 persone.

I Presidenti delle Province hanno presentato un documento dove con numeri e fatti hanno voluto dimostrare che “non è colpa loro”, ma delle riforme e dei tagli che hanno subito dal Governo centrale.

Da poco si è svolto il referendum che chiedeva agli Italiani una risposta per la continuazione della vita delle Province e la risposta negativa, che ha consentito la continuazione di questo Ente, ha avuto come risvolto una situazione che tutti già prognosticavano.

Le Province a cominciare dalla legge Delrio sono state progressivamente smantellate con i tagli economici e del personale lasciando però ben tre settori importantissimi: le scuole superiori, la viabilità e l’ambiente.

Basta alibi: servizi a rischio tutti sapevano

Questa la frase corale dei Presidenti presenti. Quindi la colpa di chi è? Si poteva agire diversamente nelle recenti calamità?

A queste domande hanno risposto con i loro interventi tutti i Presidenti a cominciare da Achille Variati, Presidente Nazionale UPI e sindaco di Vicenza.

“Bisogna dare risposte con schiettezza alle domande che si pongono i cittadini. Nel Paese si parla di riforme che consentano servizi più efficienti per i cittadini, ma non si possono considerati i cittadini di serie A, quelli delle città principali, e di serie B, quelli delle realtà meno evidenti del territorio. Siamo una comunità nazionale unica dove non ci sono cittadini di serie A e di serie B” -ha detto Variati.”…”Sul piano locale le spese necessarie per le strade le Province le traggono dagli stessi automobilisti, ma il Governo ha avocato a se, con una percentuale variabile dal 50 all’80%, questi introiti riducendo al lumicino le entrate necessarie alla manutenzione delle strade”.

Tutti gli altri Presidenti si sono avvicendati nella narrazione della gestione dei loro territori dove si sono dichiarati i veri sindaci delle aree vaste di loro competenza.

Il motivo conduttore di tutti gli interventi sono stati gli scarsi mezzi economici che di fatto non riescono a dare loro la possibilità di gestire i tre settori di competenza.

I Presidenti delle Province di Rieti, l’Aquila, Teramo, Ascoli Piceno e Pescara hanno raccontato le esperienze nefaste dovute ai terremoti e al maltempo e dell’impossibilità di gestire le calamità in modo esaustivo.

Quindi, in conclusione, è stata la mancanza di fondi che ha messo a rischio i servizi e l’intera organizzazione degli Enti che non hanno potuto assolvere alle esigenze dei cittadini ed è di questa esigenza che si sono fatti e che si faranno portavoce, attraverso l’UPI, verso le autorità politiche nazionali a cominciare dal Presidente Mattarella.

Le domande fatte dai giornalisti presenti sono state tutte riferite al disastro di Rigopiano e di che cosa non si è fatto e di che cosa, invece, si sarebbe potuto fare.

Il Presidente Di Marco ha dichiarato che già dal 18 mattina aveva chiesto l’intervento dell’esercito e che oltre a Farindola, dove certamente la slavina è stata l’elemento distruttivo definitivo, molti altri paesi erano completamente isolati per la neve e senza la corrente  elettrica.

In conclusione che cosa hanno detto e quali sono state le giustificazioni dei presenti per le inadeguatezze dei servizi mancati alla popolazione?

La carenza dei servizi è dovuta all’assenza di fondi adeguati, questa la giustificazione.

Ma una domanda è rimasta nell’aria e rimane in ognuno: “Ma non lo avevate previsto e non ve ne eravate accorti che le Province stavano subendo un continuo depauperamento di personale e di fondi in vista di una paventata vittoria referendaria? Era tanta la sicurezza della loro eliminazione?”

Questi I Presidenti di Provincia presenti alla conferenza:

Antonio Di Marco –Pescara; Mario Pupilli- Chieti; Renzo Di Sabatino –Teramo; Emilio Cipollone .L’Aquila; Giuseppe Rinaldi –Rieti; Paola D’Erasmo –Ascoli Piceno; Moira Canigola –Fermo; Roberto Bertini –Perugia; Antonio Pettinari –Perugia; Daniele Tagliolini –Pesaro Urbino; Liana Serrani –Ancona.

Maria Luisa Abate

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