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Ponte Nuovo: il TAR di Pescara ha respinto i ricorsi contro la costruzione del ponte

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“Il Tribunale amministrativo regionale di Pescara, riunito in Camera di Consiglio, ha definitivamente respinto quest’oggi i ricorsi presentati dalla Generalmarmi di Fiorello e Paolo Liberatoscioli & C. contro la costruzione del Ponte Nuovo. I ricorsi sono stati giudicati inammissibili o irricevibili o, ancora, infondati, nelle varie parti delle motivazioni presentate dall’impresa proprietaria delle superfici soggette a esproprio per la costruzione di un’infrastruttura strategica che cambierà completamente la concezione stessa della mobilità cittadina. Ovviamente la notizia, che ci è stata data in anteprima dall’avvocato Tommaso Marchese, che ha difeso il Comune nel ‘caso’, è stata accolta con un applauso dalla maggioranza di governo che ha sempre sostenuto quell’opera, inserita, per la prima volta, nel Piano della Mobilità redatto dagli assessori Lucio Candeloro e Armando Foschi, e ora andiamo avanti spediti e senza ulteriori soste: già domani, venerdì 2 agosto, si procederà con l’apertura delle 17 buste contenenti le offerte per procedere con l’aggiudicazione del cantiere che, evidentemente, intendiamo far partire a settembre”. Lo hanno annunciato il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e il consigliere comunale Pdl Lorenzo Sospiri ufficializzando la sentenza pubblicata nel pomeriggio dal Tar sulla vicenda del Ponte Nuovo.

“Tutti conosciamo quello che è stato l’iter lungo e, per certi versi, anche travagliato del progetto – ha ricordato il sindaco Albore Mascia - che affonda le sue radici lontano nel tempo, parliamo della fine degli anni ’90-inizi 2000, quando quel ponte venne inserito nel Piano urbano della mobilità perché già oltre dieci anni fa era chiaro che per decongestionare la viabilità nel centro della città, in un territorio così fortemente urbanizzato, occorreva necessariamente costruire nuovi ponti e strade, che non sarebbero stati ‘attrattori’ di traffico, ma piuttosto vie di collegamento al di fuori della cinta urbana capaci di collegare la parte nord e sud della città. Nel 2009 abbiamo subito ripreso le fila di un progetto divenuto ancor più importante e improcrastinabile a fronte di una città che intanto era ulteriormente cresciuta dal punto di vista edilizio. Ad attenderci, questa volta, abbiamo trovato, grazie all’impegno del consigliere regionale Lorenzo Sospiri, i fondi Pisu in quanto, con la realizzazione delle rampe di collegamento tra l’asse attrezzato e la Strada Pendolo, altra opera già appaltata, il manufatto rappresenta un’opera strategica per il miglioramento dei collegamenti con l’Area Urbana Vasta. E accanto abbiamo trovato anche i fondi Anas. Nel 2011 eravamo riusciti a far partire la gara d’appalto, per circa 9 milioni di euro, ma poi quella gara è stata bruscamente interrotta: il 7 luglio 2011 è infatti intervenuta la sentenza del Tar di Pescara che ha annullato la delibera originaria nelle sue procedure espropriative. Contro quel pronunciamento la nostra amministrazione ha ovviamente anche presentato ricorso al Consiglio di Stato che peraltro il 17 gennaio 2012 ha anche sospeso l’esecutività della sentenza del Tar in attesa di decidere nel merito. Nel frattempo però sono emerse delle novità, ossia una prescrizione del Genio Civile circa la necessità di realizzare anche un intervento suppletivo con la messa in sicurezza degli argini golenali del fiume Pescara in corrispondenza del Ponte Nuovo, opera che, anch’essa, siamo riusciti a far finanziare, sempre grazie all’impegno del consigliere Sospiri, con un fondo pari a 3milioni 600mila euro nell’ambito dell’Accordo di Programma Regione Abruzzo e Ministero dell’Ambiente e il cui cantiere è stato aperto appena lo scorso 22 luglio. Di conseguenza è stato necessario anche rivedere e adeguare il progetto preliminare stesso del Ponte, sia in funzione delle opere aggiuntive lungo gli argini, che ci hanno imposto di alzare la struttura stessa, sia in termini economici per un inevitabile aumento dei costi, passati da 9 milioni di euro a 13milioni 100mila euro. Riformulato l’intervento, è automaticamente venuto meno l’interesse dell’Ente a proseguire l’appello dinanzi al Consiglio di Stato contro la società Generalmarmi Sas, proprietaria di gran parte delle aree interessate dalle opere e dunque da sottoporre a esproprio. Ma, una volta partita la gara d’appalto, a fine febbraio sono stati ufficializzati nuovi ricorsi della Generalmarmi contro il progetto: in particolare la società ha impugnato il nuovo progetto preliminare, l’ampliamento delle aree da espropriare, il nuovo progetto definitivo, e il decreto di occupazione d’urgenza. Lo scorso marzo il Tar ha rigettato le richieste di sospensiva della gara, di fatto permettendoci di mandare avanti le procedure, e rinviando tutto all’udienza di merito e oggi è stata pubblicata la sentenza con la quale sono stati respinti tutti i ricorsi, confermando la bontà e legittimità di tutte le procedure adottate dal Comune per la realizzazione dell’opera. In particolare – hanno spiegato il sindaco Albore Mascia e il consigliere Sospiri - il Tar ha dichiarato irricevibile il ricorso contro l’ampliamento delle aree da espropriare per la tardività del deposito, ben oltre i 15 giorni previsti dalla normativa. Irricevibile il secondo ricorso in quanto anch’esso presentato oltre i 60 giorni previsti dalla normativa. E’ stato dichiarato inammissibile il terzo ricorso contro la delibera del 2012 di approvazione del progetto definitivo, visto che contro l’atto sono stati proposti solo vizi di illegittimità. Infine è stata dichiarata infondata la domanda di annullamento del decreto di occupazione d’urgenza: la Generalmarmi ha contestato un ‘difetto di motivazione sulle ragioni di urgenza di occupazione’. Il Collegio ha invece rilevato che ‘ormai è divenuto dominante l’orientamento che tende a porre in primo piano l’urgenza sostanziale dell’occupazione qualora le ragioni dell’urgenza siano evincibili dagli atti del procedimento’. In altre parole, dagli atti risulta l’urgenza della realizzazione dell’opera pubblica, trattandosi, come ha rilevato il Tar, ‘di lavori già finanziati e riguardanti la realizzazione di una struttura di urbanizzazione primaria’. In definitiva il Tar ha respinto tutti i ricorsi, condannando la parte ricorrente al pagamento, in favore dell’amministrazione comunale, della somma di 4mila euro a titolo di spese processuali. Non nascondiamo la nostra soddisfazione per il risultato raggiunto che, sostanzialmente, ci permette di mandare avanti serenamente un’opera strategica per la città. E anzi già domani, venerdì 2 agosto, si svolgerà la nuova seduta per l’apertura delle 17 buste contenenti le offerte al fine di giungere, il più rapidamente possibile, all’apertura del cantiere”.

In merito agli aspetti tecnici dell’opera, il sindaco Albore Mascia e il consigliere Sospiri hanno ricordato che “Il ponte è stato progettato dal professor Enzo Siviero, attraverso la Progeest Srl; la struttura sarà evidentemente carrabile e come previsto nelle planimetrie, verrà realizzata a monte del Ponte D’Annunzio e collegherà direttamente via Lago di Campotosto con via Gran Sasso: l’asse avrà una lunghezza totale di 86 metri e la larghezza dell’impalcato sarà di 30 metri, diviso in due semi-impalcati di 13 metri l’uno con uno spazio centrale di divisione. Ogni carreggiata sarà composta da uno spartitraffico interno protetto da un guardrail largo 4 metri e mezzo, una doppia corsia per ogni senso di marcia larga 3,25metri, una banchina esterna larga un metro, e banchine interne di mezzo metro di larghezza. Inoltre ai lati del ponte sono previsti percorsi ciclopedonali, larghi 2,80 metri, separati dalla sede stradale tramite un guard rail. La quota minima del ponte è collocata a 6,50 metri di altezza in modo da rispettare un margine di sicurezza di un metro nel caso di un’eventuale piena del fiume, come richiesto dal Genio Civile, e comunque al fine di garantire il passaggio delle imbarcazioni. Il raccordo del ponte con la viabilità esistente, sia a nord che a sud, avverrà tramite due rotatorie, e anche questo ponte, sarà strallato, con un’antenna di forma bipartita alta 52 metri, alla quale saranno collegate le 10 funi di sostegno dell’impalcato, antenna che verrà collocata al centro della rotatoria nord, sulla sponda del fiume opposta all’asse attrezzato. E sempre in corrispondenza dell’antenna è previsto l’inserimento di un campo fotovoltaico, con 62 pannelli, per assicurare autonomia energetica alla struttura. La base dell’antenna, sino a un’altezza di 15 metri, è in cemento armato, il resto verrà realizzato in acciaio. Il costo complessivo dell’opera ammonta a 13milioni 100mila euro complessivi – hanno proseguito il sindaco Albore Mascia e il consigliere Sospiri -, di cui 5milioni fondi Anas, 3milioni 367mila euro di fondi Por-Fesr, 633mila euro di fondi privati derivanti al Comune dall’accordo di programma Fater; a queste, che erano le fonti di finanziamento originarie, abbiamo aggiunto 191mila 316 euro ancora fondi comunali da accordo di programma Fater; 133mila euro da fondi Comunitari convogliati nel bilancio comunale; 2milioni 50mila euro fondi Terna; ancora 1milione 500mila euro fondi Fesr e, infine, 225mila 684 euro tramite l’accensione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti. Per i lavori di realizzazione l’amministrazione ha emanato un bando di gara d’appalto europeo integrato, ovvero l’impresa che si aggiudicherà l’intervento avrà 90 giorni per redigere il progetto esecutivo di dettaglio e 480 giorni per realizzare i lavori, in tutto 19 mesi. Lo scorso 4 gennaio è partita la gara d’appalto per un importo base di 10milioni 159mila 306,52 euro di cui 9milioni 843mila 255,52 per i lavori e 316mila 51 euro per la progettazione esecutiva”.

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