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Casa ai migranti, CasaPound replica alla decisione della Curia di Pescara

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"Che la Chiesa fosse diventata l'istituzione che più di altre - afferma in una nota il responsabile provinciale pescarese di CasaPound, Mirko Iacomelli - si cela dietro un velo di commiserazione e finto buonismo per redimere le anime degli stessi che la guidano e rappresentano, non era certo un arcano."

"Se pensavamo che l'appello del Papa all'apertura della nostra società ai migranti fosse la solita dichiarazione strappalacrime, una 'vox clamantis in deserto' - continua la nota - l'iniziativa della Curia di Pescara ci ha fatto pienamente ricredere. Dalla decisione di affidare a una famiglia di migranti l'appartamento, deduciamo che tra i fedeli di San Cetteo, tra tutti quei credenti che ogni giorno si confessano, consolandosi con le pie parole degli abati, non ce ne sia uno che si trovi in emergenza abitativa con la sua famiglia. Proprio per questo, saremmo molto curiosi di ascoltare i pareri di coloro di giornalmente vivono San Cetteo, i praticanti che conoscono le proprie e altrui miserie, scavalcati in un'ottica di utilitarismo che serve agli ecclesiastici a lavarsi la coscienza, mentre rimpinguano le casse con operazioni e attività caritatevoli."

"Siccome crediamo che la decisione della Curia non sia stata condizionata dal volere del testatore circa la destinazione d'uso dell'appartamento - conclude la nota - proponiamo di ivi ospitare una famiglia italiana in emergenza e di accogliere i migranti in un'ala del mega-attico del Cardinale Tarcisio Bertone, visto che in 700 metri quadri può permettersi atti di profonda sensibilità come quello della filantropia, senza nulla togliere a chi veramente ha bisogno."

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